I russi, i cinesi, gli americani
Edward Snowden e i suoi quattro computer pieni di segreti trafugati sono rinchiusi da domenica nell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, senza documenti e con gli occhi del mondo addosso. Il presidente Putin ha detto martedì che l’intelligence russa non ha toccato l’ex contractor della Nsa, ma secondo Ellen Barry, la corrispondente del Times a Mosca, Putin che non tocca Snowden è come un uomo affamato che non mangia un hamburger caldo.
24 AGO 20

Edward Snowden e i suoi quattro computer pieni di segreti trafugati sono rinchiusi da domenica nell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, senza documenti e con gli occhi del mondo addosso. Il presidente Putin ha detto martedì che l’intelligence russa non ha toccato l’ex contractor della Nsa, ma secondo Ellen Barry, la corrispondente del Times a Mosca, Putin che non tocca Snowden è come un uomo affamato che non mangia un hamburger caldo. Tanto più quando si consolida la pista secondo cui i servizi cinesi sono i registi di questa grande operazione di spionaggio internazionale. Per questo, si dice, Baltasar Garzón, già avvocato di Wikileaks e si può dire “del settore”, ha rifiutato ieri di partecipare alla difesa di Snowden: ci sono in gioco interessi troppo più grandi di lui. Con tutta probabilità Snowden sarà oggetto di trattativa: secondo alcune fonti di intelligence, la Russia potrebbe chiedere in cambio a Obama l’ex trafficante d’armi Viktor Bout e i suoi segreti (sui siti russi Bout è definito “businessman”). Putin potrebbe poi tirare la cosa per le lunghe, usando Snowden anche nelle altre questioni aperte con gli Stati Uniti. Prima fra tutte quella siriana e l’invio dei missili S-300 ad Assad, ma anche il nucleare iraniano, lo scudo antimissile europeo, le tensioni nel Pacifico, i cyberattacchi. Sembra quasi la riedizione, su una scala ben più grande e soprattutto piena di ricadute, di quelle che sono le dinamiche del Consiglio di sicurezza dell’Onu: tutti gli aneliti americani sono soffocati dall’azione combinata di Russia e Cina, che riescono a imporre le proprie condizioni. Con Snowden tra le mani, ora Putin può disporre di un’altra pedina vincente.